Alcolismo in Russia ed Est Europa

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L’OMS ci dà l’elenco delle nazioni che consumano più alcol, gli europei si confermano i maggiori bevitori del mondo. Ecco l’elenco.

Nel 2011 l’OMS ha pubblicato una stima del consumo medio di alcol nelle varie nazioni del mondo. Lo studio coinvolgeva la popolazione con età di 15 anni o superiore e considerava l’anno 2010.
L’analisi è stata condotta registrando i dati nazionali ove disponibili oppure facendo indagini empiriche vagliate da personale esperto del settore.

I dati assoluti sono basati sulla quantità di alcol puro consumato per persona all’anno, quindi anche decimali di punto sono differenze importanti.
Ai vertici della lista sono le nazioni europee (o quelle di cultura europea) e confermano la maggiore propensione all’alcol delle nazioni slave o comunque dell’europa orientale.

Un outsider ben piazzato nella lista è la Corea del Sud, prima tra le asiatiche.
Il podio è comunque saldamente del Vecchio Continente con Bielorussia, Moldavia e Lituania nei primi 3 posti e la Federazione Russa staccata di pochi centilitri che finisce solo quarta.

La Russia Bianca assurge a primato mondiale in una poco invidiabile vittoria mostrando di consumare 3 volte quello che fanno gli altri, se è vero che il consumo medio globale è di 6,2 litri. Se poi scorporiamo il dato tra uomini e donne si arriva a scoprire che i belarussi bevono mediamente 27,5 litri di alcol puro all’anno. Decisamente molto.
L’alcolismo è infatti un serio problema per la nazione slava e il governo di Minsk ha approvato varie norme punitive che tentano di limitare la forte propensione dei suoi cittadini all’abuso di alcol. Con quasi il 2% di popolazione registrata come alcolista e molti di più che tendono ad abusare di vodka e liquori, l’alcol è un problema sia sanitario che sociale che la Bielorussia cerca di gestire.

Lo stesso si può dire per la grande cugina e vicina della Bielorussia ovvero la Russia.
Gli alti tassi di alcolismo hanno spinto il governo russo a far passare varie misure anti alcolismo quali divieto di vendita di alcol la notte, aumento delle tasse sugli alcolici e promozione di varie campagne informative sui pericolo dell’alcol.
Fin dai tempi del governo sovietico si è tentato di fronteggiare il problema ma i risultati sono stati limitati e spesso fluttuanti.

La causa sociologica è che il consumo di alcol è storicamente radicato nella cultura russa (e dei paesi slavi vicini, oltre alla suddetta Bielorussia anche Ucraina e ex repubbliche sovietiche europee) e questo porta ad una sua accettazione, a volte incoraggiamento e scarsa propensione a riconoscerne i rischi collegati.

In giugno 2009 uno studio di un ente governativo russo riferiva che le morti per alcolismo in Russia raggiungono la media di 500.000 persone ribadendo così che l’abuso di alcol resta per Mosca un problema nazionale di primaria importanza. Un confronto con gli USA mostra che il consumo dei russi è circa il doppio di quello degli americani, che pure hanno nell’alcoldipendenza una questione da affrontare.
Studi in merito confermano il legame tra abuso di alcol e crimini violenti, incidenti e tassi di suicidio.

In passato è stato sperimentato un metodo originale chiamato “codificazione” (metodo Dovzhenko) in cui il terapeuta cercava di dare dei comandi inconsci al dipendente per i quali il consumo di alcol si associasse a sentimenti negativi e sofferenza psicologica. Il metodo ha goduto di una certa popolarità ma è ora in generale disuso perché si è dimostrato dubbiamente efficace.

Oggi il trattamento per l’alcolismo in Russia è per la maggiore simile a quello dei paesi occidentali e include trattamenti medici di disintossicazione, psicoterapie personalizzate e cure di tipo paramedico.
Alcolisti Anonimi esiste ma è in genere poco seguito perché non ha nessun supporto o aiuto dalle istituzioni nazionali.

COMSUMO ALCOL MONDO

 

ALCOL PER NAZIONE 2010

Centro San Nicola

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