Ecco perché mescolare alcool e farmaci non fa bene

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La sinergia fra alcol e farmaci è nociva e non fa bene alla salute. Non si tratta di raccomandazioni superficiali o di frasi fatte, ma di conseguenze che sono state provate scientificamente e che possono portare alla comparsa di seri danni per l’organismo.

Chi desidera concedersi il piacere di un bel bicchiere di vino a pasto o di un amaro a conclusione dello stesso deve seguire il concetto della moderazione, perché le regole base chiedono di non superare per il fisico maschile la quantità di due/massimo tre bicchieri di vino al giorno da 125 ml che diminuiscono a uno massimo/due per il fisico femminile.

Superati questi limiti la realtà può diventare pericolosa, soprattutto alla luce di una dipendenza da sostanze alcoliche. Il tutto si aggrava se il consumo di sostanze alcoliche va di pari passo con l’assunzione di farmaci, perché le due cose non vanno assolutamente d’accordo.

Ma perché alcol e farmaci non fanno bene alla salute se assunti assieme?

L’assunzione simultanea di farmaci e alcol va evitata poiché è pericolosa ma soprattutto imprevedibile, perché ogni caso è a sé stante e può dare vita a manifestazioni molto pericolose per la salute. Esistono alcune regole comuni, che chiedono di essere conosciute da chi si sta sottoponendo a una terapia farmacologica.

L’alcol interferisce innanzitutto con l’assorbimento delle medicine perché provoca un aumento dell’attività degli enzimi del fegato, che in combinazione alle tossine alcoliche smaltiscono i farmaci in modo più rapido e ne diminuiscono quindi l’efficacia. Al contempo, la reazione può essere opposta, ovvero può verificarsi una sorta di sovradosaggio che porta a mettere in circolo una quantità di sostanze maggiori di quelle prescritte con la somministrazione farmacologica. In parole più semplici, l’alcol può rendere meno efficaci le medicine oppure amplificarne le funzioni, e in entrambi i casi si tratta di effetti non positivi per l’organismo umano.

Come dicevamo, l’assunzione di alcol è medicinali è imprevedibile, perché alcuni farmaci manifestano reazioni immediate mentre altri sono più lunghi come arco temporale. Non conoscendo gli effetti collaterali in modo preciso, la regola è di non assumere alcolici quando si sta effettuando una terapia farmacologica. L’interazione fra le due sostanze può infatti originare manifestazioni che interessano la percezione e la reazione, che risultano alterate. La conseguenza può essere la variazione del sonno, la stanchezza, lo stress e anche l’incapacità di svolgere le normali azioni di ogni giorno come guidare, mangiare, bere e anche avere una normale vita sociale.

È inoltre fondamentale comprendere quale tipo di farmaci si sta assumendo, perché dalla loro natura dipendono le conseguenze di interazione con le bevande alcoliche. Alcuni farmaci sono infatti più delicati e chiedono di lavorare in un organismo ‘puro’ per fare effetto. Si tratta di farmaci spesso legati alle disintossicazioni, ma anche i composti che vengono impiegati per curare malattie di natura grave come i tumori, l’ipertensione e il diabete.

Bere un bicchiere di vino se si è presa un’aspirina è una cosa, ma bere alte quantità di bevande alcoliche se si stanno assumendo farmaci continui e che fanno parte di una terapia massiva è un’altra. Se i soggetti non riescono a limitare il consumo di alcol durante la terapia di farmaci, è quindi indispensabile chiedere consulto al medico per ricercare una soluzione a quello che potrebbe diventare un grave problema per la salute dei pazienti.

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