Bevande alcoliche, effetti sul corpo e metabolizzazione

metabolizzazione alcolica

Fare abuso di alcol può provocare seri problemi al corpo e agli organi che lo compongono. Le sostanze alcoliche, infatti, vanno ad intaccare fegato, reni, polmoni.

Cerchiamo, però, di capire prima come viene assimilato l’alcol. Durante la metabolizzazione, gli alcolici ingeriti vengono assimilati mediante l’apparato digerente, entrando, poi, nel sangue. L’alcol viene trasformato dal fegato che mette in atto questo processo, utilizzando dei particolari enzimi. Il fegato ha la capacità di trasformare circa mezza unità di alcol ogni ora, pertanto un bicchiere di birra da 330 ml o uno di vino da 125 ml sono metabolizzati dal fegato in circa due ore. I reni, poi, si occupano dell’eliminazione mediante l’urina, i polmoni attraverso il respiro e la pelle con il sudore.

L’alcol, nel suo percorso, raggiunge anche il cervello, influenzando il sistema nervoso centrale. Gli effetti dell’alcol, certamente, variano a seconda della quantità che si ingerisce e delle caratteristiche fisiche del soggetto che ne assume: peso, sesso, stato di salute. Se un soggetto assume piccole dosi di alcol, il sistema nervoso reagirà provocando sensazioni di euforia, altrimenti, se il soggetto assume grandi quantità di alcol va incontro a comportamenti aggressivi, alterazione della realtà, atteggiamenti incontrollati, svenimento, abbattimento.

L’alcol, in genere, provoca dimagrimento nelle donne, soprattutto in quelle che sostituiscono i pasti principali con l’assunzione di bevande alcoliche. Negli uomini, invece si denota un gonfiore addominale e al volto. L’alcol incide anche sul piano ormonale: infatti, nell’uomo si riscontra diminuzione della secrezione del testosterone – causa, spesso, di ginecomastia, ossia l’anomalo sviluppo delle dimensioni delle mammelle nell’uomo – e una minore produzione di sperma, che perde anche qualità; nella donna, invece, l’aumento di estradiolo possono aumentare le possibilità di sviluppare il tumore all’endometrio.

Effetti della metabolizzazione alcolica

L’alcol interagisce anche con i farmaci che normalmente le persone assumono per curare diverse patologie. Gli analgesici da banco, ad esempio, possono diventare delle vere e proprie sostanze tossiche per il fegato, nel momento in cui viene attivato l’enzima CYP2E1, soprattutto se la somministrazione dei farmaci in questione avviene dopo la metabolizzazione di alcolici. Il fegato, sovraccaricato di sostanze alcoliche, tende a sviluppare diverse malattie. Tra queste, la steatosi epatica, che si può curare e che riguarda l’assunzione di alcol quando ancora il soggetto non ha sviluppato una piena dipendenza da alcol; epatite alcolica, che comporta necrosi del tessuto epatico e flogosi epatica: il soggetto è febbricitante, presenta chiari segni di ittero e dolori addominali. Se l’alcolista si astiene dal bere, può evitare la morte, che può sopraggiungere quando non si effettua alcun tentativo di guarigione. C’è, poi, la cirrosi alcolica, presente nei forti bevitori e che comporta una fibrosi generalizzata che va a restringere i vasi, mettendo in alterazione l’intero sistema epatico.

I danni provocati dalla dipendenza da alcol

L’alcol, inoltre, intacca anche il pancreas: le patologie connesse a questo organo sono caratterizzate da vomito e dolori addominali, nelle forme più lievi, mentre dolori addominali di forte intensità, nei casi più gravi. Diabete per distruzione delle insule, steatorrea, pancreatite cronica con dolore persistente, dimagrimento e cattivo assorbimento. L’abuso di alcol provoca danni anche al sistema cardiocircolatorio, con l’insorgere delle seguenti patologie: cardiomiopatia (scompenso cardiaco), aritmie cardiache (assottigliamento del tessuto connettivo cardiaco e alterazioni del ritmo ventricolare), ipertensione, costrizione dei vasi sanguigni.

Per quel che concerne il cervello, il soggetto dipendente da alcol va incontro a ictus cerebrale ed emorragia cerebrale. Infine, l’alcol va a compromettere anche il sistema immunitario, fondamentale per l’uomo, affinché possa difendersi dagli agenti esterni che determinano le malattie più semplici e comuni, come l’influenza, il raffreddore, la tosse e così via.

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