Come aiutare la famiglia di un alcolista

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La famiglia di un alcolista vive varie difficoltà e stress psicologici, è possibile aiutare anche queste persone che sono dette codipendenti.

L’alcolismo non può essere visto solo nell’ottica del suo impatto sulla singola persona dipendente. Se è vero che l’abusatore di alcol vive una condizione di sofferenza patologica che merita la massima attenzione e aiuto possibile non si deve cadere nell’errore di credere che questa patologia sia limitata solo al singolo individuo.

Come membro di una comunità e più strettamente di una famiglia o di un circolo parentale, l’alcolista influenza col suo comportamento e con le sue dinamiche psicologiche le persone che gli sono più vicine. Ovviamente l’influsso è per lo più negativo e tanto è maggiormente cattivo quanto maggiori sono i vincoli affettivi che legano le altre persone con l’alcolista stesso.

Gli effetti che l’alcolista può produrre su genitori, coniuge, parenti stretti, amici e – anche e soprattutto – figli sono di grande portata e possono avere ripercussioni molto lunghe.
I figli di dipendenti da alcol sono i più fragili da questo punto di vista. Lasciando da parte il grave rischio di danni che si possono arrecare al feto se la madre consuma alcol eccessivo durante la gravidanza (la Sindrome da Feto e Alcol o FAS è ben documentata in letteratura medica).

Oltre a questo non vanno sottovalutati gli impatti psicologici negativi che vive un minore nel vedere che delle persone di riferimento e cui è legato emotivamente come i genitori possono avere comportamenti disfunzionali e patologici come l’alcolismo.
Questo tipo di bambini matura difficoltà di vario tipo tra cui: ansia eccessiva, bassa autostima, sensi di colpa (per i problemi dei genitori), sensi di disperazione e depressione.

Questo li porta spesso a vivere in situazioni di autoisolamento per la difficoltà di gestire i rapporti con gli altri con una tendenza a comportamenti ossessivi e perfezionisti che fanno loro aumentare il disagio e l’ansia in un circolo vizioso da cui spesso non riescono più a uscire.

Lo stress di dover affrontare delle situazioni oggettivamente difficili a casa e una tendenza perfezionistica impedisce loro di gestire al meglio le sfide verso cui spesso si sentono inadeguati e questo porta ad una ulteriore incrinazione dell’immagine del sé e uno scivolamento nella rinuncia e nella depressione reattiva.

Uno studio riferito agli Stati Uniti nel 1993 mostrava che il 30% delle giovani donne che non avevano completato gli studi secondari era cresciuta in famiglie con problemi di alcolismo.
Nello stesso studio emergeva la forte correlazione tra famiglie alcoliste e violenza domestica e abuso sessuale di minori. La risultanza di queste situazioni per la psiche del bambini in formazione è altamente destabilizzante e distruttiva, spesso il bambino vive un forte senso di colpa che giustifica la violenza dei genitori e la sua incapacità di curare i problemi del padre o della madre alcolisti.

Simili sentimenti dolorosi sono tanto intollerabili da portare spesso figli di alcolisti a divenire alcolisti essi stessi per fuggire il grande peso di questi sentimenti negativi.
Questo spesso rende la patologia alcolista ripetuta di generazione in generazione con figli di alcolisti che diventano a loro volta dipendenti e adulti disfunzionali.

Come aiutare un familiare o un parente dipendente da alcol

Problemi psicologici li vive anche il partner di un alcolista che può provare sensazioni di odio, autocommiserazione, tendenza all’isolamento, esaurimento nervoso fino a subire un vero tracollo fisico o mentale.
Questo perché spesso il coniuge alcolista (sia esso marito o moglie) abdica alla sua funzione e ai suoi doveri lasciando che il restante partner assuma anche il suo ruolo con ovvie ripercussioni sulla sua reale efficienza e spesso causando un rapido esaurimento psicofisico.

L’alcolismo di uno dei partner è una delle principali cause di divorzio.
Il legame patologico che si crea tra il dipendente e la sua famiglia è detto codipendenza, la codipendenza è un dipendenza inconscia ad un’altra persona che ha un comportamento di dipendenza (C. Wekesser, 1994). In questo legame disfunzionale la famiglia tende a proteggere il famigliare dipendente, negare il suo problema e nasconderlo fin ove possibile con il risultato che la dipendenza non viene affrontata e continua. Come detto il meccanismo è spesso inconscio e dettato da sentimenti di affetto per il dipendente.

Se è vero che l’alcolista viene aiutato a livello psicologico da particolari tipi di percorsi sia di gruppo che singoli, i familiari del dipendente hanno bisogno allo stesso modo di un supporto psicologico per gestire al meglio le emozioni negative, lo stress e le tensioni che devono fronteggiare.

In America esistono organizzazioni che si occupano prevalentemente dei familiari degli alcolisti e cercano di aiutarli a prendere maggiore consapevolezza dei problema alcolismo evitando di esserne risucchiati o sentirsi in colpa per la dipendenza del loro caro.

Il problema è complesso e come detto non va sottovalutato in quanto gli strascichi di una codipendenza non gestita al meglio possono trascinarsi anche per tutto il resto della vita.

Centro San Nicola

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