Dipendenza da alcool: basta l’odore per innescarla?

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Può essere sufficiente solo sentire l’odore di una bevanda alcolica per generare una dipendenza? Secondo un recente studio sembrerebbe proprio di sì.

L’odore dell’alcool sarebbe infatti bastevole per fare venire voglia di consumare una bevanda alcolica, ma anche per far cadere nel vizio le persone. Ad affermarlo è stata una ricerca portata avanti dai membri della Edge Hill University, nel Regno Unito, che è stata recentemente pubblicata sull’autorevole rivista scientifica Psychopharmacology e diffusa in Italia con lo scopo di aumentare la conoscenza sulle dipendenze da bevande alcoliche.

I ricercatori inglesi hanno affermato che oltre ai fattori conosciuti che contribuiscono a generare la dipendenza da alcool, quali i geni, la tolleranza individuale e le esperienze vissute nel periodo dell’infanzia e della crescita, si deve aggiungere anche il senso dell’olfatto, che viene considerato a tutti gli effetti come un vero e proprio fattore di rischio.
Lo studio inglese è stato condotto impiegando risorse computerizzate e dividendo i partecipanti in due gruppi distinti. A un gruppo è stato quindi chiesto di indossare una maschera che odorava di agrumi e all’altro una che era impregnata con odore di alcool. I volontari sono stati quindi invitati a premere un pulsante quando sullo schermo appariva una immagine di una birra o quella di una lettera K.

I ricercatori hanno tenuto conto di quante volte i partecipanti hanno premuto il tasto sbagliato, provocando il cosiddetto falso allarme. Il falso allarme viene clinicamente considerato come una riduzione da parte del soggetto di controllare il proprio comportamento. Alla fine del test i falsi allarmi sono risultati superiori nelle persone che hanno indossato la maschera che aveva un odore di alcol, anche se nessuno di essi aveva assunto bevande alcoliche prima del test.

Il team di ricercatori inglesi ha quindi constatato che la tentazione di bere è strettamente legata alla situazione in cui ci si trova, ma lo studio dell’università di Edge Hill si è proposto come il primo tentativo per esplorare a fondo anche la presenza di situazioni esterne a quelle conosciute, come per l’appunto l’ingerenza dell’olfatto nella comparsa di una patologia di dipendenza da sostanze alcoliche.

L’olfatto potrebbe quindi lavorare come ‘trigger’, ovvero inferire attivamente sulla capacità delle persone di astenersi da un certo comportamento. Annusare l’odore di alcol durante il test sembra infatti che possa avare reso ai partecipanti più difficile controllare il proprio comportamento e quindi indotto i tester a fare la scelta sbagliata.

A conti fatti si tratta di una ricerca che si è proposta come il primo tassello per approfondire le cause esterne e talvolta particolari che possono indurre le persone alla dipendenza da alcool, le quali chiedono di essere conosciute al fine della prevenzione ma anche nella fase di cura. Conoscere che esiste uno stretto legame fra olfatto e dipendenza da alcool può inoltre aiutare gli specialisti ad elaborare dei piani di disintossicazione che possono proporsi più attenti sotto questo punto di vista e che possono nel futuro coinvolgere tutte le fasi che interessano il percorso di guarigione.

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