Motivi per cui si diventa alcolisti

motivi diventa alcolisti

Quali sono i motivi per cui alcune persone cadono nell’alcolismo? La bottiglia diventa un bisogno e la falsa soluzione a problemi veri.

Le ragioni per cui le persone bevono drink alcolici possono essere molte. L’alcol accompagna l’umanità da molti millenni e i motivi principali sono il senso di euforia, rilassamento, piacevole stato di benessere che l’alcol crea nello stato d’animo di chi lo consuma.

Una grande maggioranza di persone si limita a questa motivazione e il rapporto che instaura con l’alcol è sano e salutare se è vero che in moderate quantità il vino rosso ha effetti benefici su digestione, prevenzione malattie cardiovascolari e preservazione del sistema nervoso dall’invecchiamento. Questo appunto finché si resta nella sfera del consumo moderato di 1 o 2 bicchieri al giorno.

Vi sono però casi in cui si tende a consumare alcol per gli effetti psicotropi che dà e già questa sola motivazione rappresenta un rischio che può indirizzare verso l’abuso e poi la dipendenza.

Quali sono i motivi che portano a diventare alcolisti?

L’alcol come sostanza psicoattiva può essere scelta come automedicazione di situazioni di stress, emozioni negative, ansia e depressione. Ovviamente l’uso dell’alcol in questo senso è un grave errore perché non serve a curare problematiche pregresse e in breve termine non fa che aggiungere altri problemi, sia fisici che psicologici, a quelli di cui si sperava di liberarsi usando l’alcol stesso.

Più nel dettaglio, per quanto riguarda lo stress è vero che in quanto sedativo l’alcol può dare l’impressione di calmare lo stress e fare da rilassatore per momenti di pensieri o problemi, reali o percepiti che siano. Ma appunto questa è un’illusione perché bere non risolve le situazioni ma le mette solo in stand by, pospone il momento di doverle affrontare. Inoltre i problemi che l’alcol causa a livello fisico, quali aumento del battito cardiaco e pressione del sangue non fanno che abbassare la nostra resilienza agli stressor. Di qui si ha una probabile caduta in un consumo sempre maggiore e di cumulazione di difficoltà anziché una riduzione reale.

Un’inchiesta del NESARC del 2005 riscontrò che il 13% di persone che avevano problemi di ansia patologica hanno avuto anche problemi di abuso di alcol o alcolismo.

Un’altra grande motivazione che porta le persone a bere in eccesso è il pensare di poter così fronteggiare le emozioni negative. Sentimenti quali solitudine, sensi di colpa, disagio e in genere disperazione possono essere mitigati dall’assunzione dell’alcol. Nel generale rallentamento e ottundimento l’alcol può fare da anestetico ai cattivi pensieri e il rilascio di dopamina può dare l’impressione di una riduzione delle sensazioni di depressione.

Ma di nuovo è solo un’illusione che dura il tempo dell’intossicazione alcolica e che ha come finale un risveglio emotivo ancora più doloroso che porta spesso a reiterare il consumo in un circolo vizioso sempre più veloce e sempre più profondo. Sempre dall’inchiesta del NESARC emerse che il 40% di persone che avevano problemi di depressione hanno avuto problemi di dipendenza da alcool.

Perchè si diventa alcolisti?

Una motivazione meno patologica ma pur sempre invitante è quella della timidezza o problematiche nella socializzazione. L’alcol come disinibitore è un aiuto per chi ha grosse difficoltà a vivere situazioni di interazione sociale. L’alcol diventa l’iniezione di coraggio, socievolezza, scioltezza che alcune persone non hanno o pensano di non avere per stare in mezzo agli altri soprattutto in situazioni di grosso giudizio sociale.

In questi casi e in quelli simili la bevanda alcolica diventa l’amico cui rivolgersi sempre e cui aggrapparsi nei casi in cui si pensa di non potercela fare da soli. Ma l’alcol è un falso amico e chiede un pesante prezzo da pagare in cambio dei suoi favori.

Chi ha problemi di alcolismo o conosce persone che abusano di alcol sa bene come l’alcol non sia una soluzione a nessun problema ma un problema in sé, e dei più gravi. Spesso però quando ce se ne rende conto si è scivolati nella dipendenza alcolica e allora, anche volendo, smettere di bere diventa difficilissimo senza un aiuto vero e tanto impegno in prima persona.

Oggi i percorsi di cura dall’alcolismo tengono conto di queste motivazioni perché oltre alla disintossicazione si deve far imparare al dipendente a gestire e risolvere i problemi che lo hanno indirizzato verso l’alcolismo. In questo senso si procede verso una maggiore consapevolezza ed irrobustimento dell’ego.

E’ una strada che richiede il suo tempo, fatta di accettazione e riconoscimento di stress, timidezze, paure, emozioni negative, evitando facili scorciatoie che portano però solo a dei vicoli ciechi. E’ una strada difficile e che ha i suoi sassi ma è anche quella che permette di apprezzare la vita e gioirne in modo genuino e sano.

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