Negazione e alcolismo

alcolismo negazione

La negazione e il diniego psicologici come problema principale che impedisce di affrontare l’alcolismo ed ogni altra forma di dipendenza, non solo da alcool.

Uno dei principali contributi di Freud alla conoscenza della mente umana sono i suoi studi sui cosiddetti meccanismi di difesa. Il concetto, seppure integrato e aggiornato dai tempi in cui il padre della psicoanalisi lo postulò (il suo saggio “Das Ich und die Abwehrmechanismen” è del 1936), resta valido e importante per capire le dinamiche di una psicologia sana quanto quelle di una con delle problematiche.

Infatti i meccanismi di difesa dell’io sono funzioni assolutamente normali in una mente sana che diventano fonte di problemi, anche molto seri, solo se usati in modo massiccio e disadattativo.

Ma vediamo in sintesi di cosa parliamo.

Un meccanismo di difesa, nella teoria psicoanalitica, è uno metodo di reazione che l’io attua per difendersi da emozioni che gli sarebbero insopportabili. In pratica quanto l’io prova angoscia o altre emozioni fortemente spiacevoli a causa di certi aspetti della realtà esterna o certe emozioni interne che non sa gestire in modo razionale e cosciente, l’io adotta questi meccanismi inconsci (ovvero non percepiti da chi vi ricorre) per fronteggiare appunto questi momenti di crisi psichica. Tutto – molto semplicemente – per evitare un grado elevato di disagio a livello mentale.

Perchè l’alcolista tende a negare la propria dipendenza da alcool

I meccanismi di difesa oggi riconosciuti sono di vario tipo e sono ampiamente descritti nella letteratura medica di ambito psicologico, a noi qui interessano due meccanismi in particolare perché la loro presenza è uno dei principali ostacoli che impedisce all’alcolista di affrontare e risolvere il suo problema di dipendenza alcolica. Stiamo parlando in particolari di negazione psicologica e diniego.

Entrambi i meccanismi tendono a “negare“, nascondere a se stessi, cancellare un aspetto della realtà o di sé che non si è preparati a vedere e accettare e che spaventa. Mentre però nella negazione quello che viene negato è solo l’affetto, mentre il rapporto con la realtà è di norma mantenuto.

Il diniego è un meccanismo di difesa considerato più primitivo e drastico tanto da esser utilizzato quando il pericolo potenziale per il mantenimento della struttura psichica è estremo. Si nega la cosa nella semplicistica (ed errata) convinzione che negandola la si cancella e il pericolo è scampato.
Con il diniego l’io esclude alla sua coscienza – ricordiamolo sempre in modo inconscio – certi aspetti della realtà che altrimenti sarebbero causa di troppa angoscia o paura o anche terrore.

E qui veniamo ad un esempio che chi ha a che fare con l’alcolista conosce fin troppo bene. Chi ha a che fare, diciamo, perché l’alcolista che fa ricorso a questo meccanismo, proprio perché è un meccanismo di difesa inconscio, non se ne rende conto (altrimenti il meccanismo non servirebbe alla bisogna di salvare l’individuo dalla sua angoscia). Se ne renderà conto se in futuro affronterà un processo terapico che lo porti fuori dalla dipendenza da alcol (di cui conosce tutta la pericolosità) ma finché vi è coinvolto spesso non può permettersi di vedere fino in fondo senza provare appunto un’angoscia disturbante.
Come detto i meccanismi di difesa sono utili e normali in certi frangenti, mentre in altri sono, per usare un termine psicologico, altamente disadattativi.

Così come una persona malata di tumore, per paura di dover affrontare la malattia, evita di andare dal dottore ma così facendo si preclude qualunque possibilità di curarsi e guarire (in pratica la paura lo indirizza senza speranza verso ciò che teme di più), allo stesso modo un alcolista che nega il problema del suo alcolismo non fa che continuare nel percorso autodistruttivo che la dipendenza da alcol ha sul suo fisico e sulla sua mente fino a rischiare la morte.

Questo esempio spiega come sia importante far prendere coscienza di questi meccanismi mentali a chi vive il problema dell’alcolismo ma sostiene, con gli altri e con se stesso, di non avere alcun problema.
Ben inteso, proprio perché stiamo parlando di meccanismi inconsci di difesa, non è facile portare l’individuo su questi argomenti che per loro sono altamente angoscianti e dolorosi. Un approccio aggressivo, giudicante, privo di empatia o sbrigativo è destinato a infrangersi contro il muro della difesa.

Non bisogna però perdersi d’animo, se si vuole aiutare un alcolista che si sa, non sta affrontando il fatto di avere questo problema di dipendenza. Occorre invece, forti della conoscenze psicologiche, impostare una comunicazione empatica, comprensiva, ferma e positiva dando sicurezze e facendo capire al dipendente da alcol che esiste una soluzione al suo problema di alcolismo e che quindi può accettarlo e fronteggiare la paura di non farcela.

La paura di non poter guarire dall’alcolismo, la paura di non potercela fare senza l’alcol ad affrontare la vita, la vergogna di ammettere di avere un problema di dipendenza e tutte le altre paure tipiche di un dipendente da alcolici sono comprensibili ma non sono muri invalicabili, se l’alcolista viene aiutato a vedere nella giusta prospettiva le sue problematiche può trovare la base del coraggio per affrontarle ed eliminare definitivamente qualsiasi dipendenza, non solo quella da alcool.

E da qui può iniziare il percorso, lungo, difficile ma anche molto positivo, in cui può riprendere il controllo della sua vita e vivere senza bisogno di mentire né a sé né agli altri.

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